I lavori al Santuario: la copertura… “piagne”!

Cari lettori, in questo primo numero ci pare bello fornire alcune note storiche e culturali del Santuario, a beneficio di chi ne voglia trarre un piccolo apprendimento
Il Santuario è posto presso il confine fra la Toscana e l’Emilia ed è costruito su un piano, detto anticamente “di Zufardo”; si affaccia sulla stretta vallata del torrente Dardagna, interrotta dal detto piano, il Corno alle Scale, circondata dalla catena montuosa che va da Nuda a Spigolino.
Il Santuario Madonna dell’Acero sorge isolato sulle pendici del Monte La Nuda.
Fu edificato in sostituzione di un’edicola che fu costruita molto tempo prima per ricordare l’apparizione della Madonna a due pastorelli che pascolavano il loro gregge: uno di loro, muto, riacquistò la parola in seguito all’apparizione. L’immagine della Madonna era, ed è ancora oggi, appesa al tronco di un acero, che durante la costruzione dell’edificio è stato incorporato nell’altare maggiore.
Da allora il Santuario è rimasto pressoché invariato.
All’esterno si trova un grande acero, alto 19 metri e protetto come albero monumentale, ora sottoposto a cure di mantenimento per malattie ed invecchiamento.
Oggi la costruzione si presenta come un edificio molto particolare, che si diversifica notevolmente dai santuari costruiti nella stessa epoca: la facciata a quattro frontoni triangolari è intonacata di bianco candido e interrotta solo da piccole finestre rettangolari e da due minuscole arcate. La sovrapposizione degli ampliamenti e dei successivi restauri non ha minimamente intaccato l’armonia del corpo centrale dell’edificio che richiama soltanto l’architettura delle antiche case montanare. La torre ha base quadrata e il tetto in lavagna grigia crea un piacevole contrasto di colore.
All’interno vi è una strana sovrapposizioni di stili non ben identificabili. Due cappelle, antistanti l’altare maggiore danno alla piccola chiesa la forma di una croce latina. Vi sono opere pittoriche in olio e su tela, uno splendido crocefisso ligneo di epoca imprecisata e le tavolette di legno raffiguranti i vari miracoli attribuiti a Maria. Di notevole interesse storico risalenti al XVI secolo è un gruppo ligneo detto “I Brunori”. Questi ultimi esprimono il ringraziamento di Brunetto Brunori, comandante delle milizie repubblicane di Pisa, al seguito di Francesco Ferrucci scampato miracolosamente alla morte dopo la battaglia di Gavinana avvenuta il 3 agosto 1530.
Tutto questo per arrivare ad oggi, quando nonostante le ultime ristrutturazioni parziali avvenute negli anni scorsi, il tetto del Santuario necessita di un intervento globale, che è già iniziato e deve essere fatto col materiale tipico della zona, le cosiddette “piagne”.
Sarà eseguito in tre lotti, e si ipotizza di realizzare un lotto all’anno, sia per ragioni metereologiche, che per motivi economici.
Vorremmo che questa struttura, di alto valore storico, artistico e soprattutto religioso possa continuare a presentarsi nel miglior modo possibile, offrendo sia riparo materiale che spirituale ai pellegrini ed ai viandanti in cerca di conforto.
Ringraziamo in anticipo tutti coloro che vorranno contribuire ai lavori di ristrutturazione, lasciando come pro – memoria le coordinate bancarie del Santuario, che confida nella provvidenza, cioè in ciascuno di noi.

Il Rettore del Santuario,

Mons. Isidoro Sassi

Tratto dal Bollettino Informativo n°1 – Luglio 2016 dell’associazione Amici del Santuario di Madonna dell’Acero